Verità e Giustizia per Ugo Russo

Il murales appena terminato dall’artista Leticia Mandragora che chiede “Verità e Giustizia” per Ugo Russo, giovanissimo ragazzo cresciuto proprio in queste strade e morto ancora adolescente in quella maledetta notte del 1 marzo 2020.
Una morte su cui grava fortissimo il sospetto che sia stata un’esecuzione, ucciso con tre colpi di pistola di cui l’ultimo alla testa da un carabiniere fuori servizio a cui Ugo stava cercando di portare via un orologio con una pistola finta. Il militare, che in totale ha sparato cinque volte, è stato subito indagato per omicidio viste le circostanze e la dinamica della morte, ma da allora è calato il silenzio totale. Dopo oltre otto mesi non esiste neanche il risultato pubblico dell’autopsia…! E’ necessario in Italia fare un murales che chieda verità e giustizia per un ragazzino ucciso da un membro delle forze di sicurezza!?
Noi pensiamo di si. Le storie iniziate con l’assassinio di Carlo Giuliani, Mario Castellano, Federico Aldovrandi, Stefano Cucchi, Davide Bifolco e troppi altri ci dicono di si.
Storie, circostanze e biografie anche diversissime tra loro e che pongono però da questo punto di vista simili interrogativi. E’ diventato un tema globale, quando l’abuso della violenza è compiuto da chi detiene costituzionalmente il monopolio della “violenza legittima”: dagli Usa all’Italia, dal Brasile alla Nigeria.
Contesti e significati complessi e differenti, ma in tutti i casi un tema che tocca la tenuta delle garanzie democratiche di un paese. Che non riguardano solo chi “non sbaglia mai” come i troppi indici puntati sembrano volerci continuamente ricordare. George Floyd era un ex rapinatore ed è stato fermato per spaccio di monete false. Ma non è per difendere lo spaccio di denaro falso che centinaia di migliaia di persone si sono rivoltate negli Usa e nel mondo di fronte al suo assassinio. Lo stesso discorso quando la polizia militare brasiliana uccide un ragazzino delle favelas trovato a commettere un reato.
Questo murales però non vuole essere solo questo. E’ sicuramente e volutamente un segnale ai tanti ragazzi che come Ugo vivono nei nostri quartieri sugli esiti potenzialmente tragici di scelte, sbagli ed esperienze spesso affrontate senza neanche una vera consapevolezza. Ma anche e soprattutto una spinta a interrogarsi rivolta a un’intera comunità, a partire dall’ambito più vicino e familiare per finire alla città sulle responsabilità mancate e sulle reali opportunità rese disponibili ai tanti Ugo Russo di costruirsi una strada e di realizzare i propri diritti. Ragazzi sempre più dimenticati dalla politica “ufficiale”, ridotti a etichette e facili retoriche. Retoriche intrise spesso del razzismo sociale che questa città raccoglie dal dibattito pubblico nazionale e riversa sulla sua parte di sotto.
Sarà presentato in questa occasione il progetto, l’impegno e gli scopi di un’associazione di quartiere realizzata insieme ai familiari.
Certo è anche un segno della memoria verso un ragazzo cresciuto proprio in queste strade, che tutti conoscevano. Ugo aveva soli 15 anni e se ha commesso un grave sbaglio doveva avere la possibilità di misurarsi con quello sbaglio e di determinare la sua vita. Non è “cresciuto nel crimine” come pure un pò vigliaccamente si è scritto da parte di chi nemmeno lo conosceva, ma piuttosto ha vissuto la sua adolescenza tra lavoretti malpagati e frustranti e il disorientamento sul futuro. Era solo un ragazzo…
Ci sono state diverse polemiche su questo murales, alcune le accettiamo perché l’arte serve anche per fare discutere, altre invece ci sembrano strumentali e ipocrite (come quelle che accostano la vicenda di Ugo alle vittime della mafia con cui nulla c’entra), altre ancora vengono da personaggi che sfruttano ogni circostanza per un’ossessiva ricerca di visibilità. Quasi tutti hanno criticato il murales senza vederlo da vicino, senza vedere lo sguardo scelto dall’artista per Ugo, senza interrogarsi se le parole “Verità e Giustizia” debbano essere intese come una “provocazione” o addirittura una “celebrazione” e non piuttosto valori che dovrebbero essere garantiti dalla Costituzione della Repubblica.
Vogliamo ricordare infine che il murales è stato realizzato facendo tutti i passaggi burocratici normalmente previsti, finanziato con un piccolo crowdfunding da parte del comitato, di familiari e amici (e in tal senso chi vuol contribuire può contattare la posta di questa pagina) e la sua realizzazione è costata molto poco (poco meno di duemila cinquecento euro) grazie alla sensibilità dell’artista Leticia Mandragora, autrice di altri pezzi importanti nel nostro quartiere, che ancora una volta ringraziamo.
PS: per l’incontro di oggi chiediamo di ricordare l’uso delle mascherine e il rispetto di un opportuno distanziamento fisico. La tutela della nostra salute è un impegno reciproco e collettivo
Comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo

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